Sicuramente il mio non è il primo articolo sull’argomento, ma, avendone letti alcuni a livello “mainstream”, ho trovato che fossero imprecisi, poco chiari o a tratti addirittura sbagliati. Cercherò dunque di essere il più chiaro possibile, sperando di trovare la precisione e la chiarezza che non ho trovato altrove.
Il primo concetto, anche un po’ ovvio, è che in sè la definizione “8D” non ha alcun significato all’interno del nostro mondo tridimensionale, se non come modello matematico.

Stereofonia
Potenziometro del pan in ProTools

Detto ciò è utile comprendere un altro aspetto tecnico relativo alla riproduzione di formati audio: la stereofonia. Questa consiste nell’incisione per ogni brano di due canali, Left e Right, in modo che questi simulino al meglio la distribuzione spaziale dei suoni. É il motivo per cui se sentite un brano con un solo auricolare risulterà diverso a seconda di quale dei due metterete in un orecchio.

Fino alla seconda metà degli anni sessanta, la musica veniva prodotta unicamente per fonti monofoniche. Successivamente i dischi cominciarono ad uscire in due versioni (mono e e stereo) fino alla definitiva affermazione di quest’ultima.
In una produzione di qualsiasi tipo, per gestire la distribuzione del segnale sui due canali si utilizza uno parametro definito Pan, abbreviazione per Panorama, che decide la quantità di segnale da mandare al canale destro o sinistro. Con un buon sistema di ascolto, muovendo il potenziometro del pan da destra a sinistra si ha l’impressione che l’immaginaria sorgente si muova seguendo l’angolo dato.

Fatto questo preambolo, vediamo come questo benamato audio 8D sfrutta i due canali in maniera “tattica” per dare la sensazione di una spazialità.

Che cosa è in realtà l’audio 8D?

Ci sono diversi video che si sono diffusi di “audio 8D”, si possono classificare in due categorie, a seconda di come sfruttano la stereofonia per ingannare l’orecchio.

Alcuni video sfruttano una combinazione di filtri (eliminando le altre frequenze), riverberi e movimenti di pan. Prendiamo come esempio questa versione “8D” di un brano di Lana Del Rey, già molto diffuso da un po’. In realtà non è nient’altro che un cambiamento costante di pan, per dare l’impressione che il suono si muova in circolo intorno alla nostra testa, un aggiunta di riverbero e una variazione leggera del filtro e del volume, per simulare la distanza a cui si trova la sorgente, che altalena da destra a sinistra con un effetto ai limiti del mal di mare.

Audio Binaurale
Esempio di "testa" prodotta dalla Neumann
Esempio di “testa” prodotta dalla Neumann

Più interessante è un altro esempio che utilizza altre tecniche sfruttando le relazioni di fase tra i due canali.
Spiegare la questione della fase tra le onde non è così semplice, ma basta capire che i suoni possono arrivare con piccolissime differenze temporali tra nostre orecchie, il che ci permette di localizzare con più precisione i suoni nello spazio, questo perché se il suono proviene dalla nostra destra arriverà con un leggero anticipo all’orecchio più vicino.

Questo principio è sfruttato dal cosiddetto audio Binaurale, che registra il suono con due microfoni che simulano la distanza tra le due orecchie, tanto che i sistemi di maggior qualità che sfruttano questa tecnologia sono proprio delle teste come quelle di un manichino. Il fatto di simulare la nostra testa fa  in modo che quando il risultato viene riprodotto in cuffia, questo sembri provenire da un preciso punto nello spazio.
Per essere efficace, però, richiede di essere riprodotto nello stesso modo in cui è stato registrato, il più vicino possibile alle orecchie, questo è il motivo per cui l’effetto è percepito solo con le cuffie, che è uno dei limiti di questa tecnologia.
Questo è il principio utilizzato per ottenere l’effetto che ti fa girare di scatto dallo spavento nel video in questione, uno dei più cliccati negli ultimi tempi.
L’audio binaurale non ha grandi applicazioni a livello musicale, ma riscontra una certa utilità (ancora in fase di sviluppo) nell’ambito dei videogiochi, in particolare per l’utilizzo di tecnologie VR.

L’unico modo per ottenere un ascolto realmente spazializzato è quello di utilizzare sistemi surround, come il 5.1, già ampiamente diffusi, sia a livello domestico che professionale, in particolare per il cinema, quindi smettetela con questa moda degli audio 8D, grazie.

Leave a comment