Heaven to a Tortured Mind è l’ultimo progetto rilasciato da Sean Bowie, in arte Yves Tumor, polistrumentista di Miami stanziato a TorinoL’astista ha firmato un contratto con la Warp Records, una delle etichette indipendenti più importanti al mondo, con sede a Londra, che conta nel suo roaster artisti del calibro di Aphex Twin, Brian Eno, Flying Lotus e molti altri.
Questa è la seconda pubblicazione di Sean per l’etichetta, preceduta dal precedente progetto del 2018, Safe In the Hands Of Love, progetto eclettico e sperimentale, di grande spessore artistico, per questo largamente apprezzato dalla critica. Le aspettative per questo nuovo album erano dunque altissime, e non sono state deluse quando il 3 aprile scorso Heaven to a Tortured Mind è stato rilasciato al pubblico.

Le sonorità oscuramente eteree guidate da bassi astratti e melodie indecifrabili del precedente progetto si

fondono con influenze britpop, altrock, hip-hop e R&B dei ’90 che rendono il risultato più orecchiabile e melodico, dai ritmi più semplici.

Gospel For A New Century si apre con un aggressivo giro di sample di ottoni, per dare poi spazio al caratteristico timbro vocale dell’artista, sempre riconoscibile nella composizione melodica, messa al servizio di un ritornello orecchiabile ma non banale. C’è anche una citazione a Jim Morrison, che sembra una fonte di ispirazione nella composizione delle liriche per Sean. Medicine Burn, nonostante la sua melodia più frammentata, sembra la continuazione del brano precedente, che dichiara la sua individualità nel momento in cui si inseriscono suoni di derivazione noise, che si fondono con le urla dell’artista. Identity trade è molto simile ai brani precedenti, tanto che il reale cambiamento, che spezza una leggera monotonia è dato da Kerosene!, traccia guidata da un riff di chitarra ripetuto in continuazione e ricco di riverbero che fa cadere la mente in uno stato alterato. Un a svolta si ha quando un altra chitarra, questa volta distorta, si unisce al dialogo tra le voci di Yves Tumor e Diana Gordon. Questo brano e il seguente, Hasdallen Lights, che funge un po’ da riempitivo, ci permettono di apprezzare la vena psichedelica soul di questo progetto. Romanticist è una composizione breve ma che non dà il senso di essere incompleta.
Lo sperimentalismo emerge a tratti all’interno dell’album e l’intro di Dream Palette ne è un esempio, una serie di veri e propri rumori vengono spazzati via dalla voce di Sean e Julia Cumming lasciando spazio ad una composizione relativamente lineare, che richiama le sonorità dei primi brani dell’album.
Super Stars è una canzone orecchiabile ma non scontata con forti influenze Psy-Soul, alla quale però sembra mancare qualcosa di indefinibile. Qualcosa che non manca invece a Folie Imposèe, che risulta un brano completo e complesso.
Strawberry Privilege è un brano guidato da una galoppante linea di basso, dei cori e la voce di Sean che con un falsetto conduce melodicamente il brano, insieme al ritorno della voce di Julia Cumming. La strumentale Asteroid Blues, è un brano dimenticabile e vuoto dal punto rivista emotivo, mentre l’ultimo, Greater Love, è una traccia tranquilla dalle influenze soul, a cui però manca un po’ di personalità.

 

Se Safe In the Hands Of Love era un disco spontaneamente sperimentale e che sembrasse parlare direttamente dal mondo caotico inconscio delle emozioni, Heaven to a Tortured Mind decide di abbandonare quella strada per seguire una sonorità più orecchiabile, più naturale e lineare nelle sonorità, ma che parla meno direttamente alla nostra parte emozionale.

Questo è un ottimo album, che ho già ascoltato numerose volte, ma forse Sean aveva fissato l’asticella troppo in alto per poterne essere all’altezza.

Voto:

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