#15 Moby – Play (1999)

 

L’artista newyorkese è probabilmente il più conosciuto tra gli album proposti nell’articolo. Play ha venduto più di 12 milioni di copie ed è per molti uno degli album più importanti della fine degli anni novanta. Meditativo ma ritmato è la migliore opera di un icona del pop e dell’elettronica.

#14 Radiohead – Kid A (2000)

 

Ritenuto da molti l’ultimo album realmente innovativo della storia della musica, Kid A segna la svolta del sound dei Radiohead. Non è propriamente un disco di musica elettronica ma è ricco di sperimentazioni con moduli, montaggi digitali e sintetizzatori, come l’Onde Martenot, un “antico” sintetizzatore sviluppato negli anni ’20.

#13 Alva Noto – Univrs (2011)

Se molti dei musicisti del genere sono ossessionati da complesse e ingombranti attrezzature analogiche, Alva Noto è l’esatto opposto. Egli rappresenta tra gli album di questa lista l’ossessione per il suono digitale e il minimalismo e Univrs ne è il perfetto esempio.

#12 Skepta – Konnichiwa (2016)

 

Questo album è la massima espressione del Grime, un genere nato in Inghilterra dalla fusione di musica elettronica e rap. Il Grime è Ritenuto uno dei due generi caratteristici e veramente innovativi nati dopo il 2000.

#11 Björk – Homogenic (1997)

 

Björk è una delle artiste che hanno avuto più influenza nella musica che ascoltiamo oggi. La composizione dei brani, le melodie vocali, le fusioni dell’elettronica con il pop che sentiamo tutt’oggi sono state inventate dall’artista islandese.

#10 Four Tet – Rounds (2013)

Rounds è il capolavoro di Four Tet, un album che spazia tra ambient, hip-hop e jazz. Il progetto consiste in un “montaggio” di oltre 300 sample, alcuni fortemente processati. Nonostante i numerosi sample l’album risulta particolarmente organico e porta con sé una solida idea sonora.

#9 Massive Attack – Blue Lines (1991)

Album simbolo del “sound di Bristol”, Blue Lines è la prima, nonché migliore, opera dei Massive Attack. Qui ritmi Hip-Hop, influenze soul, sottofondi onirici, influenze dub si fondono per creare un nuovo genere, il Trip-hop.

#8 Kraftwerk – Trans Europe Express (1977)

T.E.E. è uno degli album più influenti della storia della musica. In Germania la “scuola” del krautrock inventò un nuovo suono, basato su sintetizzatori e ritmi ripetitivi, definito come “Motorik”. Robotico e sterile, il suono di T.E.E. è il ponte tra il rock e la musica dance.

 

#7 Brian Eno – Music for Airports (1978)

Una delle tante geniali intuizioni e invenzioni di Brian Eno si trova proprio in quest’album, pensato per uno stato contemplativo, ma non per essere il soggetto di tale contemplazione. Era pensata come musica di sottofondo, ma di qualità, con poche ripetizioni grazie alle prime idee di audio autogenerativo. Il termine Ambient, presente nel titolo, definisce il genere, ed è stato inventato da Brian Eno stesso.

#6 Flying Lotus – Cosmogramma (2010)

Cosmogramma è l’immagine della musica del nostro decennio, un agglomerato di glitch, sample e influenze da generi disparati che si fondono per creare un nuovo stile unico, definito dallo stesso Lotus come Wonky. Per alcuni ascoltatori può risultare un po’ caotico, ma una volta compreso il fine, rivela la sua magia e le sue caratteristiche ipnotiche.

#5 Silver Apples – Silver Apples (1968)

Precursori di qualsiasi forma di musica elettronica, i Silver Apples realizzarono un album rock psichedelico, ma dalle sonorità elettroniche. La band è composta da solo due membri che suonavano uno la batteria e l’altro otto oscillatori trovati ad una vendita dell’usato. Quest’album è il primo album di musica elettronica nell’ambito della popular music.

#4 Autechre – Amber (1994)

Gli Autechre sono un duo inglese di musica elettronica sperimentale, il loro suono è caratterizzato dalla sintesi granulare e dai ritmi in continua variazione. Lungo la loro carriera hanno sperimentato in particolare con l’audio autogenerativo, e dopo Amber i suoni sono diventati via via più metallici e destrutturati. Penso per questo che l’album del ’94 sia il loro miglior progetto, equilibrando perfettamente lo sperimentalismo con la fruibilità.

#3 Boards of Canada – Music has the Right to Children (1998)

I Boards Of Canada iniziarono la loro carriera alla metà degli anni novanta proponendo sonorità completamente diverse da quelle a loro contemporanee. Con i loro suoni caldi, ambienti onirici e loop ipnotici, sono considerati come i precursori della “nostalgia lofi” di cui tanto si sente parlare. Music Has The Right to Children incarna tutti gli elementi della composizione dei BoC ed è in assoluto uno dei migliori album di musica elettronica, e non.

#2 Aphex Twin – Selected Ambient Works 85-92 (1992)

Aphex Twin è una leggenda della musica elettronica e le sue sperimentazioni tra Ambient, acid house e techno, oltre allo sviluppo del genere noto come Ambient Techno permettono di collocarlo tra i migliori artisti di sempre. Quest’album è il manifesto del genere IDM e segna una svolta nella musica Ambient rispetto a come era stata pensata da Brian Eno.

#1 Burial – Untrue (2007)

Untrue è considerato un capolavoro assoluto, meditativo, introspettivo, ricco di sample, ritmi sbilenchi e voci rallentate. L’album è autobiografico, composto in solo due settimane utilizzando una DAW priva di griglia (senza quindi nessun riferimento temporale). Il nome del genere è dubstep (che erroneamente è associato ad artisti come Skrillex), interpretato da Burial nella sua massima potenzialità con il caratteristico suono caldo e umano. Untrue è fonte di inspirazione per la maggior parte degli artisti contemporanei ed è un caposaldo della storia della musica elettronica di tutti i tempi.

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